Caro dedaliano,
oggi vorrei parlarti qualcosa che potrebbe servirti prima di ogni pubblicazione: la revisione del testo.
Ogni autore commette degli errori; più si cresce come scrittori, più si è padroni di un proprio stile e gli errori diminuiscono. Ma ogni testo è migliorabile. Tutti hanno bisogno di un editor e se si vuole essere certi che non ci siano più errori, serve anche un correttore di bozze.

Quando ci si autopubblica di solito basta l’occhio di un bravo editor a scovare tutti i refusi più subdoli, mentre da un editore è giusto pretendere che venga fatto almeno un giro di bozze, se non due, prima che mandi il libro in stampa. La serietà di un editore si vede anche da quanta cura mette nella revisione dei suoi libri: se nello sfogliarli ti accorgi di refusi in ogni pagina, evita di affidarti alla sua casa editrice.

La tecnica del gambero

Si dice che non ci si possa editare da soli, in quanto dopo aver passato mesi o anni su di un testo, il nostro cervello lo conosce così bene che diventa cieco davanti a refusi o errori ben più gravi. Ciò non accade per ignoranza, ma per un meccanismo della nostra mente che compensa le mancanze per semplificarci il compito di lettura.
È ciò che accade quando, nonostante le lettere di una parola siano scambiate, noi riusciamo comunque a leggerla.

Come compensa gli errori il nostro cervello

Nella lettura di un testo che si è scritto o che si è già letto, il nostro cervello sarà così bravo a facilitarci la lettura che quasi tutti i refusi diventeranno invisibili e solo un occhio esterno sarà capace di vederli; Ecco perché serve sempre un editor.

Se anche tu vuoi provare a cercare i tuoi refusi, l’unico modo per farlo è usare la tecnica del gambero: per allontanarti il più possibile dal senso della frase e rallentare la velocità di lettura, inizia a rileggere il tuo testo parola per parola dalla fine del libro. È un metodo che toglie alla lettura ogni piacere e per alcuni si rivela anche una tortura, ma è uno dei metodi usati dai correttori di bozze. Ed è l’unico che permette a un autore di trovare i propri refusi, anche se lascia nel testo le errate concordanze e gli errori grammaticali, per non parlare del poco controllo che dà sulla coerenza interna del testo.

Cosa si può fare da soli per rimediare agli errori

Ciò che sicuramente un autore può, e deve fare, è rileggere il testo almeno due volte prima di inviarlo a chiunque, che sia l’amico beta-reader o un possibile editore. Quando si scrive è facile scrivere una cosa per un’altra, ed è opportuno fare una prima scrematura degli errori grammaticali e di sintassi più brutti. Non sono mai un buon biglietto da visita per un autore, il cui mestiere è la scrittura e che non dovrebbe avere alcun dubbio sulla lingua in cui scrive.

Per migliorare le proprie abilità linguistiche serve innanzitutto leggere tanto. Non si scappa. Tutti sappiamo scrivere, ma per essere degli esperti di scrittura bisogna prima conoscere le possibilità e le sfumature della propria lingua. Il mio consiglio è sempre quello di rivedere il testo da soli prima di qualsiasi intervento esterno; anche perché, se noi per primi togliamo il grosso, chi ci lavorerà dopo di noi sarà libero di dedicarsi alle rifiniture e il risultato finale sarà ancora migliore.

Nella seconda parte di questo articolo voglio quindi svelarti alcuni tra gli errori più comuni che si commettono quando si scrive, di modo che durante la tua rilettura tu possa controllare che non te ne sia sfuggito qualcuno, e nel caso porvi subito rimedio!

Checklist degli errori

Errori grammaticali

A me mi piace leggere
A me piace leggere
Si tratta di una ripetizione, in quanto mi vuol già dire a me. È opportuno scegliere solo una delle espressioni del pronome.

Non si ci sente spesso
Non ci si sente spesso
Un tipico errore dovuto agli influssi dialettali è lo scambio di ci e si. La parola si deve sempre stare vicina al verbo, in quanto è parte della sua forma riflessiva.

A gratis
Gratis
Anche se si sente spesso, la preposizione a non serve per specificare l’uso dell’avverbio di modo. Sarebbe come dire a bene invece di bene.

Ho sentito Marta e gli do ragione
Ho sentito Marta e le do ragione
Il pronome gli è maschile e può sostituire le forme a lui o a loro. In nessun caso può sostituire un pronome femminile.

Non o capito
Non ho capito
Se si tratta di forme verbali o, a, ai, anno vogliono sempre la h: ho, ha, hai, anno.

Ecco , ora sono confuso
Ecco, ora sono confuso
Prima dei segni di punteggiatura, come la virgola e il punto, non ci va mai uno spazio, mentre è sempre necessario dopo. Invece le parentesi e le virgolette non devono essere separate dalle parole al loro interno; (così sì) ( così no ).

E infine….
E infine…
I puntini di sospensione sono sempre tre, non uno di più né uno di meno.

Errori su accenti e apostrofi

Qual’è la situazione?
Qual è la situazione?
Qual e Tal non si apostrofano mai, in quanto originate da troncamento e non da elisione.

Qualcun’altro
Qualcun altro
Qualcun altro non vuole l’apostrofo in quanto anche questo è un troncamento, mentre qualcun’altra lo vuole in quanto ha subìto un’elisione.

Un pò
Un po’
Risultato del troncamento della parola poco, vuole l’apostrofo per mostrare la caduta di un’intera sillaba.

Un’altro libro
Un altro libro
Anche in questo caso l’apostrofo non va messo, in quanto si tratta di un troncamento. Un vuole l’apostrofo solo se riferito a sostantivo o aggettivo femminile, in quanto l’apostrofo è segno dell’elisione della a finale di una, ma questa è un’altra storia.

C’è n’è ancora?
Ce n’è ancora?
Il costrutto senza elisioni è ce ne è, per cui l’unica altra grafia possibile è quella con l’elisione prima del verbo essere per la vicinanza di due vocali.

Perchè me lo chiedi?
Perché me lo chiedi?
Perché, poiché e affinché hanno l’accento acuto. Ad avere l’accento grave è invece la terza persona singolare del verbo essere che si scrive è e non é.

E’ bene correggere i propri errori
È bene correggere i propri errori
So che nella tastiera italiana non è semplice da fare, ma provate a imparare le scorciatoie da tastiera: Alt+212 in Windows e Option+Shift+E in macOS.

Si, sono io
Sì, sono io
Per distinguere la particella riflessiva dall’avverbio di affermazione, quest’ultimo va sempre accentato.

Non mi da ragione
Non mi dà ragione
Per distinguere la preposizione da dalla terza persona singolare del verbo dare, quest’ultimo vuole sempre l’accento.

Errori di ortografia

Sono daccordo
Sono d’accordo
La parola deriva da da accordo in cui si elide la preposizione, per cui la grafia corretta vuole l’apostrofo.

Apparte tutto, va bene così
A parte tutto, va bene così
La preposizione non si unisce alla parola seguente, la grafia corretta è quella staccata.

Avvolte mi capita di pensarci
A volte mi capita di pensarci
A meno che non si avvolga qualcosa, la grafia corretta è quella staccata.

È tutto apposto?
È tutto a posto?
Anche qui, la preposizione non si unisce alla parola seguente e la grafia corretta è quella staccata.

Gli errori sono d’appertutto
Gli errori sono dappertutto
Il costrutto separato è da per tutto. Dato che non esiste la parola appertutto la grafia corretta è quella unita.

Ci vediamo sta sera
Ci vediamo stasera
La parola stasera è il risultato dell’unione delle parole questa e sera in seguito ad aferesi. La grafia corretta è quindi quella unita, così come per stanotte, stamattina e stavolta.

Questione di stile

Puoi parlarmene ma però non ti credo più
Puoi parlarmene ma non ti credo più
Si tratta di due congiunzioni con valore molto simile, nella lingua scritta è più elegante la scelta di una sola di esse.

Facevo finta di nulla, mentre invece volevo solo scappare
Facevo finta di nulla, mentre volevo solo scappare
Come prima, si tratta di due congiunzioni con valore molto simile ed è ridondante usarle entrambe.

Ero solo ed avevo paura
Ero solo e avevo paura
Per evitare l’incontro tra vocali identiche, alle congiunzioni e, o e alla preposizione a che precedono si può aggiungere una d eufonica che ne attenui l’effetto sgradevole. Se le vocali sono diverse la d eufonica non serve e metterla porta a un inutile appesantimento dello scritto. Attenzione alle eccezioni: si scrive ad esempio e non a esempio.

Marta si sciolse i suoi capelli
Marta si sciolse i capelli
Non è sbagliato usare i possessivi, ma se non aggiungono nulla alla frase vanno tolti. Quando si parla di qualcosa che è chiaramente di qualcuno, come una parte del corpo, sono superflui.

Non si fida di sé stesso
Non si fida di se stesso
Il pronome va sempre accentato nel caso in cui non sia seguito da stesso. In caso contrario l’accento non è necessario ed è preferibile ometterlo.

Se hai dubbi consulta un buon dizionario
Hai ancora dubbi? Tieni sempre vicino un buon dizionario e un manuale di stile.

E tanto altro ancora…

Uno degli errori più comuni infine è l’utilizzo errato del piuttosto che, di cui ne ha già parlato qui Francesca.

Spero che questa piccola guida ti sia stata utile. Al suo interno ho inserito degli errori di cui si parla spesso e altri di cui si parla un po’ meno. Se li conoscevi già tutti, complimenti! Sei già pronto a rileggere i tuoi scritti con occhio più critico. Se invece ne conoscevi solo alcuni non preoccuparti, tutti possono sbagliare, dedica più tempo alla lettura e vedrai che ti verrà naturale prestare più attenzione anche alla forma dei tuoi scritti.

Se vuoi saperne di più sull’editoria e su quello che facciamo alla Dedalo, iscriviti alla nostra Newsletter.

Ti aspettiamo all’altro capo del filo, dedaliano!

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