Ciao cara amica dedaliana e caro amico dedaliano, sono Ilaria. Sono contenta di ritrovarti su questi lidi virtuali, in attesa di approdare a quelli assolati che l’estate incipiente ci promette. Con prudenza, però, mi raccomando. Evita isole deserte e mari infestati da squali e piranha, per non trasformare la tua in una vacanza horror… come in certi film.

Spero che il mio ultimo articolo sul giallo ti sia piaciuto, perché continueremo a discutere ancora di generi. Oggi, come forse avrai capito, parleremo dell’horror.

Non è un genere amato da tutti, lo so. Eppure sono certa che, almeno una volta nella vita, avrai cercato un modo per esorcizzare le tue paure.

Tutti ne abbiamo, di consce e inconsce; è proprio il desiderio di contrastarle che spesso ci porta a fare i conti con esse attraverso una modalità indiretta. Ed ecco che libri e film horror talvolta ci attraggono, e finiamo col leggerli o guardarli. Pur giurando di non farlo più… almeno fino alla prossima volta.

Il piacere del brivido horror
Il piacere del brivido horror

Quando nasce il genere horror

Agli albori c’è il romanzo gotico, nato verso la fine del 1700. In quel periodo (l’Illuminismo, fortemente dominato dalla razionalità) il sentimento popolare era lasciarsi andare un po’ al fantastico, all’irrazionale; a tutto ciò che di misterioso e metafisico potesse esserci. Ecco, allora, che fece la sua entrata in scena (o meglio, tra le pagine di un libro) il primo spettro.

Il romanzo horror o gotico numero uno della storia è infatti “Il castello di Otranto”, di Horace Walpole, del 1764. Qui compare il fantasma di un antenato del principe d’Otranto, in uno scenario alquanto inquietante e in una corte in cui fervono gli intrighi. Le prime ambientazioni di questo genere, dunque, erano tendenzialmente medievali e le storie si svolgevano in antichi manieri con tanto di segreti, segrete e passaggi nascosti.

Le tematiche horror più diffuse

Nel gotico, inoltre, non mancano fulgidi esempi di narrativa al femminile. Infatti, successivi al romanzo di Walpole troviamo quelli di Clara Reeve, Ann Radcliffe e Mary Shelley; oltre agli altrettanto famosi maestri dell’horror Bram Stoker e Edgar Allan Poe. Quest’ultimo, poi, è considerato il precursore dell’horror moderno, poiché ha introdotto elementi fantascientifici rispetto alla sua epoca, caratteristica a lungo utilizzata dagli scrittori degli anni a seguire.

Nell’epoca di Poe (parliamo del 1800), i progressi della scienza da un lato confortavano l’uomo, aumentandone agi e aspettative di vita, ma al contempo ne scatenavano angosce e preoccupazioni.

La stessa cosa dicasi per gli studi sulla psiche: vedasi il famigerato Mr. Hyde di Stevenson; o per l’utilizzo delle nuove tecnologie, con tutto ciò che le loro evoluzioni comportavano. Problematiche e timori legati alla scienza, alla genetica e alla robotica turbano l’uomo ancora oggi e si sono evoluti creando nuovi temi per le storie horror.

Per chi volesse misurarsi con questo genere, proviamo ora a capire quali siano gli stilemi tipici.

La casa infestata scenario horror tipico
La casa infestata è uno scenario horror tipico. Vieni a fare un giro?

L’ambientazione degli horror

Se nell’antichità le location privilegiate erano quelle medievali, col tempo gli ambienti si sono evoluti, passando attraverso cimiteri, case maledette, laboratori scientifici e ospedali (abbandonati e non), astronavi, pianeti sconosciuti e così via…

Cos’hanno in comune tra loro queste ambientazioni? Di certo il senso di ignoto, d’inquietudine o sofferenza che riescono a comunicare. Negli scenari delle storie horror, inoltre, è spesso avvenuto in passato qualcosa di tragico, o vi sono morte una o più persone. Per questa ragione, talvolta possono trasformarsi in location ideali anche posti che in sé non hanno nulla di inquietante o che potrebbero essere persino di divertimento.

Allegri… ma non troppo

Ecco, quindi, che vecchi luna park, hotel, feste in maschera e strade diventano luoghi deputati. Purché vi sia avvenuto qualcosa di macabro che ha diffuso attorno un alone di mistero e ha impregnato quell’ambiente dei sentimenti di chi vi è morto. In particolare angoscia, paura, odio per chi ha provocato la loro prematura dipartita.

Il tempo atmosferico è spesso caratterizzato da nuvolosità, pioggia, oppure le scene si svolgono in notturna. In ogni caso ambienti cupi, con poca luce e molte ombre; dove abbondano scricchiolii sinistri e altri rumori inquietanti: risate, carillon, pianti di bambini, versi di animali. O ancora, suoni sconosciuti e misteriosi.

Non mancano, tuttavia, le eccezioni. Talvolta i luoghi prescelti possono essere ameni e assolati (come in alcuni romanzi del maestro dell’horror moderno Stephen King). Ambienti estivi, verdi e boscosi, che contrastano con i sentimenti di inquietudine che un horror dovrebbe suscitare; e proprio per questo finiscono per spiazzare il lettore, generando in lui un tremendo senso d’incertezza.

Proprio quando si è convinti di essere al sicuro, infatti, si tende ad abbassare la guardia. Ed ecco che i mostri, umani o immaginari, trovano terreno fertile per compiere le proprie azioni.

I mostri, elementi dell'horror
Fantasmi e creature mostruose, ecco un altro elemento tipicamente horror

I Personaggi

Per quanto riguarda i protagonisti di queste storie, spesso si tratta di persone comuni, in cui lettore si può facilmente rispecchiare. Di solito si ritrovano per puro caso lì dove si è svolto l’evento tragico, che ha prodotto delle energie negative. Queste si manifestano, poi, al verificarsi di una determinata azione da essi compiuta (una porta aperta, un oggetto rimosso o trafugato, una formula recitata, e così via).

A volte il protagonista non compie alcuna azione particolare, ma ha poteri medianici di cui non era a conoscenza e che pian piano iniziano a palesarsi. O ancora, entra in contatto con una tecnologia particolarmente avanzata ma al tempo stesso pericolosa, che lo mette in situazioni inquietanti e di grave pericolo: macchine e robot “friendly” che diventano ingestibili e finiscono per trasformarsi in veri e propri killer.

Un altro elemento ricorrente, oltre al soprannaturale, può essere la presenza di mostri sconosciuti. Ed ecco che esseri creati dall’uomo (come la creatura di Frankenstein), o alieni, vampiri, licantropi, demoni, morti redivivi assetati di sangue e carne umana, divengono antagonisti tipici. E alla loro prima comparsa finiscono per inaugurare persino sottogeneri della letteratura horror.

Suspense, mistero e ambiguità
Suspense, mistero e ambiguità: ingredienti necessari

Altre carattersistiche dell’horror

La scrittura dell’horror prevede spesso un POV in prima persona, talvolta espresso in forma di diario o epistolare (come in alcuni dei più noti romanzi di Stoker o Le Fanu). Ciò favorisce l’immedesimazione da parte del lettore, ma non mancano, ovviamente, i narratori onniscienti.

I ritmi variano e di solito è nei momenti di quiete (quando al lettore sembra di potersi rilassare) che si verifica un evento inaspettato e inquietante, che porta la narrazione a incalzare sempre più.

La suspense è elevata all’ennesima potenza, ancor più che nei gialli e nei thriller, e i colpi di scena abbondano fino alla fine. Molto spesso è proprio la scena conclusiva a riaccendere quello stato di inquietudine, anche quando l’intera vicenda sembra essersi già risolta e nel migliore dei modi.

Ed è questo che più piace al cultore del genere! Come una medicina omeopatica, la paura assunta in un “ambiente protetto” (le pagine di un libro o un film) scarica la nostra psiche. Ciò ci mette nelle condizioni di affrontare più facilmente quegli eventi reali che ci creano ansia e preoccupazione.

I sottogeneri

Il genere horror, nei tempi più recenti, si è evoluto in numerosi sottogeneri, soprattutto in ambito cinematografico. Abbiamo così: i cannibal movies (in cui i protagonisti devono vedersela con mostri o umani psicopatici affamati della loro carne); i torturer movies (dove il mostro o killer di turno sequestra e tortura le sue vittime fino alla morte); i disaster movies (eventi catastrofici e fenomeni metereologici che scatenano il terrore e mettono a rischio la vita dei protagonisti); splatter e gore (caratterizzati da scene sanguinolente, talvolta così esasperate da risultare persino grottesche).

Non mancano, poi, gli horror comici o parodistici e quelli sexy ed erotici. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, cara mia dedaliana e caro dedaliano. Per cui, se sono riuscita a incuriosirti su questo genere, puoi correre in libreria ad acquistare il tuo primo o nuovo romanzo horror.

O puoi iniziare a scriverne uno già da oggi. Tenendo sempre a mente tutti i nostri suggerimenti su come si realizza una storia, o ricorrendo ai servizi dell’agenzia per avere un parere una volta terminato.

Buona lettura, allora, e ci vediamo… in estate!

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