Caro dedaliano, oggi ti dirò la mia riguardo a un aspetto della scrittura che reputo assai importante: la coerenza narrativa. Questa coerenza, in un romanzo, è da tenere a mente per qualunque cosa: dall’ambientazione al comportamento dei personaggi.
Se uno o più elementi del libro perdono di coerenza, infatti, si parla di errori di coerenza narrativa.

Per uno scrittore (e ancor più per un aspirante scrittore) è fondamentale non commettere errori di questo tipo, altrimenti si rischia di essere tacciati di superficialità dal lettore.
E se uno scrittore affermato può sempre contare su un editor pronto a correggere o, al limite, sull’indulgenza dei suoi affezionati lettori, un aspirante non può permettersi di sbagliare: dare l’idea di essere uno che scrive in modo superficiale è un biglietto sempre valido per essere cestinati dopo poche pagine dagli agenti letterari e dai direttori editoriali.  

Individuare gli errori di coerenza narrativa

Partiamo da alcuni esempi che presentano degli errori di coerenza narrativa.  Ce ne sono di evidenti e di più sottili. Chi scrive deve imparare a riconoscerli e a evitarli tutti!

Esempio 1

Mario Rossi atterrò a Buenos Aires in una torrida giornata di luglio. Il sole picchiava forte, e lo sa il cielo se l’ispettore avrebbe preferito passare l’estate in spiaggia, invece che sulle tracce di un serial killer. 

Esempio 2

Finalmente arrivò il giorno di Natale. Mary, con il cuore in tumulto, aspettava Jack seduta in un caffè del centro. Non aveva neanche toccato la sua cioccolata calda, concentrata com’era a guardare oltre le vetrate, dove una neve leggera stava imbiancando le strade di Melbourne.

Esempio 3

Dal diario olografico di bordo di Adam Lu, Capitano del cargo spaziale Atlantide.
“Sono le ore 14.30 di sabato 31 dicembre 2097. Quattro ore fa siamo stati attaccati da una navicella da guerra dei Tripolipi. Abbiamo respinto l’attacco, ma il cargo ha subito danni irreparabili. Ci prepariamo ad atterrare sull’inospitale pianeta Nayon. Temo che questo sarà il peggior Capodanno della nostra vita…” 

Esempio 4

El Muerto arrivò a Tombstone che era quasi il crepuscolo. Fermò il carretto davanti al saloon: sul retro c’erano i corpi dei fratelli Cock, e lui aveva fretta di trovare lo sceriffo e riscuotere la taglia. Il resto della banda gli era dietro, e aveva tempo fino al tramonto per attraversare il fiume. Lanciò uno sguardo al ponte, che delimitava la frontiera con il Messico; era proprio lì, in fondo alla main street… 

Errori di coerenza narrativa

Hai trovato gli errori? 

Allora, dedaliano, sei riuscito a trovare gli errori di coerenza narrativa?
Nei primi due esempi, l’errore è lo stesso: il clima. Buenos Aires e Melbourne si trovano nell’emisfero australe, e quando da noi è estate lì è inverno, e viceversa. Luglio, in Argentina, è il mese più freddo dell’anno, mentre a Melbourne la vigilia di Natale c’è un clima primaverile. 

Nel terzo esempio, il problema è un altro: il 31 dicembre del 2097 non cade di sabato, ma di martedì.

Nel quarto, invece, il problema è geografico: Tombstone, pur trovandosi assai vicino al confine con il Messico (circa 35 miglia), non è proprio sul confine. E lì non c’è nessun fiume: il Rio Grande segna il confine tra USA e Messico da El Paso in poi.

Se questi errori vi sembrano semplici da evitare, sappiate che gli editor spesso si trovano a doverne gestire anche di più apparentemente “banali”. Uno dei più comuni è quello dei nomi, soprattutto dei personaggi minori, che spesso cambiano da un capitolo all’altro. 

La lista, comunque, è lunga: dalle colazioni a base di cappuccino e cornetto consumate da tutti gli avventori di un fantomatico bar del Wisconsin a protagonisti che percorrono in un’ora tragitti per cui ne servono tre; dal citare Netflix in un romanzo ambientato prima del suo avvento a far fare a un personaggio qualcosa che non avrebbe mai fatto, considerando ciò che si era scritto di lui precedentemente.    

Scrivere di ciò che si conosce

Simili errori di coerenza narrativa sono più comuni di quanto si immagini, e questo succede perché lo scrittore spesso e volentieri (soprattutto se non ha dalla sua una certa esperienza) tende a concentrarsi più sugli aspetti generali della storia che su quei mille piccoli particolari che alla storia fanno da contorno. 

Ci si chiede insomma se ciò che si è scritto è scritto bene, se scorre, se fila, se è avvincente, se terrà il lettore incollato alla pagina e chi più ne ha più ne metta, ma ci si scorda della domanda fondamentale: quello che ho scritto magari è bellissimo, ok, ma è anche logicamente coerente

Non è un caso che agli aspiranti scrittori si consigli spesso di scrivere di ciò che conoscono bene, e si storca immancabilmente il naso di fronte ai loro testi, quando sono ambientati all’estero: se non si è vissuto in un paese straniero, di quel paese se ne saprà poco o nulla, a parte ciò che si è visto in TV.
Questo vuol dire che tutto il contorno, tutti i particolari, tutto ciò su cui insomma si fonda una corretta coerenza narrativa sarà confuso e sfumato nella migliore delle ipotesi, errato nella peggiore (a meno di non documentarsi prima in modo davvero dettagliato).

Un esempio

Stephen King, anni fa, scrisse un racconto in cui il protagonista, per vendicarsi di un malavitoso, pensò bene di scavare una fossa al centro di una strada desolata, nel deserto. Sapeva che l’auto del suo nemico sarebbe passata di lì, e voleva vendicarsi seppellendolo tra la sabbia; l’auto sarebbe stata la sua bara. 

King fa sempre attenzione agli errori di coerenza narrativa

Bene, King non ha pensato: Ok, ora faccio scavare al mio protagonista una bella buca nel deserto ed è fatta… che ci vuole?

King ha preso il telefono e ha chiamato un suo amico matematico: «Se un’auto lunga X percorre una strada a velocità Y, quanto devo fare lunga e profonda una buca per far sì che l’auto ci finisca precisamente dentro?» gli ha chiesto. 

Una volta avuta la risposta, ha fatto in modo che il suo protagonista, dopo aver eseguito anche lui i debiti calcoli, scavasse una buca esattamente di quelle dimensioni. 

King, per la cronaca, è ben noto per “disturbare” telefonicamente molti suoi amici e conoscenti esperti di questo o di quello, a più o meno ogni ora del giorno o della notte, per chiedere consigli, pareri e delucidazioni su tutto ciò che lui non conosce alla perfezione. 

Due verità fondamentali

Questo semplice aneddoto ci insegna almeno due verità fondamentali.
La prima è che la coerenza narrativa non è appannaggio solo dei generi letterari improntati al realismo; si può anzi dire che più l’autore si addentra in universi irreali (fantasy, fantascienza, horror, ecc.), maggiore deve essere la sua attenzione a questo particolare aspetto. Il concetto è che il “fantastico”, come lo stesso King spiega nel suo On Writing, funziona meglio se tutto ciò che vi fa da contorno è coerente, vero o verosimile. 

La seconda è che un autore, che sia uno sconosciuto o un professionista che ha venduto milioni di copie, se vuole rispettare sé stesso, il testo che sta scrivendo e i suoi lettori, ha il dovere di documentarsi meglio che può

È faticoso? Certo che lo è. Ed è anche noioso.
A volte si possono passare giorni a studiare un determinato argomento solo per rendersi conto che per mantenere la coerenza narrativa non è necessario inserire neanche una riga al riguardo. Altre volte invece ci si accorge che è necessario cambiare alcune cose, anche in modo sostanziale.

Come si possono evitare gli errori di coerenza narrativa? 

Il mio consiglio in merito è quello di dedicare una rilettura esclusivamente a questo aspetto. In questa rilettura ci si dovrà dimenticare di tutto ciò che sia estetico e letterario, e dedicarsi esclusivamente a tutto ciò che sia tecnico e logico.

Munisciti di un blocco note (o fallo al PC, come preferisci) e scrivi tutto ciò che succede ai vari personaggi, dedicando una tabella a ognuno di loro. Cosa fanno e a che ora, come sono vestiti, cosa dicono che hanno intenzione di fare… tutto!

Scrivi tutto in un taccuino per evitare gli errori di coerenza narrativa

Poi controlla date, luoghi, clima e ogni cosa ti venga in mente. A questo punto incrocia ogni dato e analizza la coerenza narrativa di ciò che hai scritto. E se hai dubbi, chiedi a chi ne sa più di te, senza paura e senza vergogna… Stephen King docet!   

Personalmente, ogni volta che scrivo un romanzo o un racconto e un mio personaggio guarda un’alba o un tramonto, cerco in rete a che ora sorge e tramonta il sole nel giorno e nel luogo in cui è ambientata quella scena. Così so che in quel momento sono le 6.05 del mattino o le 19.47 di sera. L’informazione a volte non mi serve, altre volte mi è fondamentale per non scrivere una corbelleria nella scena successiva, o in quella precedente.

Stessa cosa per abitudini, modi di dire, modi di fare… Scuotere la testa in Grecia o in Bulgaria significa affermare, non negare, e di esempi di questo tipo ce ne sono moltissimi. 

Quindi, ti consiglio di tenere sempre a mente il concetto di coerenza narrativa, fin dall’inizio. Tanto più lo farai già in fase di stesura, tanto meno dovrai lavorarci su durante la revisione del testo. 

Ti aspettiamo all’altro capo del filo, dedaliano!

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