Ben ritrovato, dedaliano!
Sono Beatrice e oggi vorrei parlarti di che cos’è e come funziona l’identità editoriale, ma soprattutto del perché è importante che venga veicolata tramite la copertina.

A che cosa serve la copertina e perché è importante?

Prima di parlare dell’identità editoriale, è bene ricapitolare quale sia l’utilità della copertina. Innanzitutto, la copertina serve a comunicare il libro: ci dice di che genere è e quali sono le tematiche che va a trattare. Con ciò, la copertina intercetta di primo impatto il target destinatario della pubblicazione e respinge, invece, il pubblico che non ne è interessato. Ricorda anche che in copertina non troveremo spoiler di trama e personaggi, perché questi è meglio scoprirli e gustarli durante la lettura.

La copertina comunica identità

D’altra parte, la copertina non solo ci stuzzica con piccole suggestioni riguardo la pubblicazione, ma implicitamente va a comunicare qualcosa della casa editrice o dell’autore o autrice che ha pubblicato autonomamente. Questo “qualcosa” altro non è che l’identità della casa editrice o dell’autore o autrice.
La copertina, infatti, si fa portavoce dell’identità di marca di chi produce il libro, sia questi un editore o un autore.

Che cos’è l’identità di marca

Per spiegarti che cos’è l’identità di marca, prendo in prestito le parole di chi ne ha fatto la Storia:

«L’identità di marca è una componente della marca stessa. È anche il modo in cui la marca si rappresenta e si manifesta. L’identità è per gli altri la rappresentazione di una singolarità, unica e diversa dalle altre. Il progetto dell’identità si costruisce attraverso l’uso delle componenti sensoriali della marca, ovvero ciò che si vede, si tocca, si ascolta, si gusta e si percepisce con l’olfatto.»

[Liberamente tratto da Branding: D.O e Brand 111, Elio Carmi, Fausto Lupetti Editore]

E quindi?

In sostanza, l’autore o l’editore sono la “marca” dietro al libro, e la sua identità, che possiamo chiamare identità editoriale, è composta da come e cosa il pubblico percepisce.
L’identità di marca identifica in modo univoco chi c’è dietro al libro e lo mette in comunicazione diretta con la persona che andrà a leggerlo. Ciò avviene tramite elementi visivi (la grafica di copertina e di impaginazione), tattili (carta e lavorazioni speciali), uditivi (il rumore del libro quando lo si apre e si sfoglia), olfattivi (l’odore della carta). Nel caso del libro nello specifico non c’è alcun senso del gusto, in gioco, perché un libro non offre modo di farsi assaggiare… si divora la lettura, non di certo un bel blocco di carta!

Perché l’identità editoriale deve essere trasmessa con la copertina

Come appena ricordato, la copertina gioca un ruolo fondamentale nella comunicazione del libro. Questo ruolo, poi, diventa ancora più importante nel momento in cui la vendita del libro avviene online. Infatti, mentre in una libreria concorrono a trasmettere l’identità editoriale la consistenza del libro, la tipologia di carta, il suono che emette e gli odori, online non c’è modo di interpretare chi è l’editore e/o l’autore dietro al libro, se non attraverso la grafica di copertina, perché è il solo elemento disponibile.

Come si crea un’identità editoriale

In generale, il progetto di una marca prevede di concepire dei segni, di inventare un linguaggio, un lessico, che abbia capacità di generare memoria. Progettare una marca vuol dire catturare l’attenzione e i sentimenti, orientando e assicurando la comunicazione.
Pertanto, una copertina – o un insieme di copertine nel caso delle collane editoriali – per comunicare l’identità editoriale e del libro, deve condividere un progetto grafico e le linee guida dell’editore.
Con progetto grafico si intende il layout, i colori, i font, i simboli. Bastano anche solo due di questi elementi perché il pubblico possa individuare, implicitamente, l’identità editoriale attraverso la copertina.

L’importanza dell’identità editoriale

Ma perché è così importante avere e riuscire a trasmettere l’identità editoriale? Perché, come detto, questa riesce a mettere in comunicazione l’editore (o l’autore) con il lettore. Ciò che viene comunicato con l’identità editoriale sono i valori di chi ha prodotto il libro e anche la visione e la promessa al lettore.
I valori identificano che cosa è importante per chi ha prodotto il libro, e il lettore che li condivide sarà portato non solo all’acquisto del singolo libro, ma anche eventualmente di volumi successivi.
La visione, invece, esprime lo scopo dell’attività di chi ha prodotto il libro, ossia il perché è stato pubblicato e che cosa si vuole ottenere dalla pubblicazione. La visione, in genere, è orientata verso il lettore finale, che quando si sente parte di tutto ciò ne è gratificato.
La promessa al lettore, infine, è proprio ciò che l’editore o l’autore promette al lettore con la pubblicazione. Insieme all’espressione delle tematiche del libro, è un piccolo assaggio di ciò che lascerà la lettura.

L’estensione al marketing dell’identità editoriale

Tutti questi elementi sono potentissimi quando vengono applicati a una copertina attraverso il suo progetto grafico: danno valore al libro e aumentano le vendite.
Ma il bello è, dedaliano, che il progetto grafico non si ferma solo alla copertina e all’impaginazione. Può essere esteso anche a una serie di prodotti utili per sponsorizzare il libro.
L’identità editoriale, infatti, viene applicata anche alle grafiche dei social media, la si inserisce nei segnalibri, nei flyer… in qualunque materiale utile al marketing.

Applicare correttamente l’identità editoriale alle attività di sponsorizzazione garantisce la fidelizzazione dei lettori e fa sì che le persone si ricordino con più facilità del libro, e che quindi ne parlino, creando una rete sempre più fitta di contatti.
Forte, eh? Il potere del design è potentissimo, quando usato in maniera oculata e professionale.

Ti aspettiamo dall’altra parte del filo, dedaliano!

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