Ben ritrovato, dedaliano! Sono Beatrice e oggi aggiungo un altro tassello informativo su come si progettano i libri. In particolare, ti spiego a grandi linee come si impagina un testo e quali sono le cose più importanti da sapere al riguardo.

Com’è fatta una pagina

Prima di parlarti dell’impaginazione di un testo, è necessario che tu conosca qualche terminologia specifica riguardo la composizione di una pagina. In particolare, devi sapere a che cosa ci si riferisce con i termini:

  • foglio
  • pagina
  • griglia
  • gabbia
  • margini
  • moduli
  • canali

Il foglio è il pezzo di carta di forma solitamente rettangolare, di vario formato a seconda della destinazione d’uso.
La pagina è ciascuna delle due facciate di un foglio.
La griglia è la linea guida del progetto dell’impaginato. Viene composta secondo delle regole stabilite dal progettista, che variano a seconda della tipologia di progetto e della dimensione della pagina.
La gabbia è la sezione della griglia riservata al testo. Presta attenzione su questo punto: su Amazon KDP il termine “gabbia” viene utilizzato in modo errato, probabilmente per un errore di traduzione. Amazon, infatti, con “gabbia” intende il formato del foglio (e quindi del libro).
I margini equivalgono allo spazio che intercorre tra la gabbia e il termine della pagina.
I moduli sono delle caselle rettangolari o quadrate individuate dall’intersezione tra le linee della griglia.
I canali sono gli spazi, di misura fissa e prestabilita a seconda del progetto, che intercorrono tra i moduli.

La struttura della pagina

Il progetto di impaginazione

Ogni testo ha le sue caratteristiche; non c’è una regola universale che detta come il singolo testo debba essere impaginato. Per ciascun caso, va impostato un progetto su misura a partire dalle peculiarità del testo stesso.
Il formato del foglio, la griglia e la gabbia (e di conseguenza i margini) devono essere progettati rispetto il testo specifico, verificandone la lunghezza globale, la lunghezza media delle frasi, la presenza di note o di immagini.

La lunghezza globale può determinare la scelta del formato del foglio: un testo molto lungo può far propendere per un formato più grande, così da ridurre il numero di pagine, il costo della stampa e la dimensione del dorso. Un dorso troppo largo, infatti, abbinato a rilegature non consone, può determinare la spaccatura del volume.
La lunghezza media delle frasi impatta sulla scelta della gabbia, e di conseguenza dei margini. È bene scegliere, infatti, una gabbia tale per cui si generino il minor numero di vedove e orfane possibile.

Esempio di vedove e orfane

Vedove e orfane, queste (s)conosciute

Sia le vedove che le orfane sono errori di impaginazione. La vedova si presenta come una singola parola o una linea di testo molto breve al termine di un paragrafo (detta anche “righino”, se è composta da meno di quattro battute). La vedova può essere anche una riga di testo iniziale di un paragrafo che si trova isolata a fine pagina.

L’orfana è una vedova che appare in apice di una nuova colonna o una nuova pagina. Sono gli errori di impaginazione più comuni, nonché quelli che saltano subito all’occhio quando presenti: oltre a essere graficamente sgradevoli, ledono alla leggibilità del testo.

Per questo è importante evitarle il più possibile con una gabbia gestita sulla lunghezza media delle frasi, in rapporto al corpo testo. Qualora si presentino lo stesso, è importante intervenire in maniera mirata.

I margini

Un altro errore comune è gestire una gabbia con dei margini non proporzionati.
Se i margini sono tutti uguali, ossia la gabbia è posizionata nell’esatto centro della pagina, siamo in presenza di sproporzione della pagina. I margini, infatti, non dovrebbero essere uguali tra loro.
È buona norma che il margine più ampio sia quello di piede e quello più stretto quello di cucitura o di taglio. Un rapporto 2, 3, 4, 6 (nello specifico: 2, margine di cucitura, 4 margine di taglio, 3 margine di testa, 6 margine di piede) è auspicabile, in quanto derivante da una proporzione aurea.

Queste proporzioni sono una linea guida che dovrebbe sempre essere rispettata ma che poi, di fatto, non sempre lo è: ogni Casa Editrice ha le sue e ogni testo ha diverse necessità. I margini possono variare di conseguenza.

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Carattere, corpo, interlinea

Nel creare la gabbia concorrono anche le scelte di carattere (font), corpo e interlinea. Se la dimensione della gabbia deve derivare dalla lunghezza media delle frasi, è utile che si sappia anche quale sarà il font e la sua dimensione, così da avere tutto in rapporto.
Qual è il carattere più giusto per un determinato testo? Anche qui, non c’è una regola ferrea da seguire, ma non si dovrebbe scegliere solo sulla base di gusti personali.
Può essere di gusto scegliere il font in base al periodo di ambientazione del testo, oppure in base a determinate caratteristiche del testo stesso. In generale, per le pubblicazioni cartacee è consigliato un font serif, ossia con grazie, in quanto questa famiglia di font agevola la lettura su carta e stanca meno l’occhio.

Il Garamond è un font serif, ossia con grazie

Il corpo carattere lo si sceglie in base alla leggibilità. Una dimensione che va da 11 a 13 punti è consigliabile. Per i titoli è meglio non eccedere in grandezza: il doppio dei punti del corpo testo è sufficiente.
L’interlinea deve misurare almeno un punto in più rispetto al corpo, così da evitare possibili sovrapposizioni, ed è sconsigliato eccedere oltre il doppio dei punti rispetto al corpo, altrimenti il testo diventa dispersivo.

Allineamento e sillabazione

Il testo può essere allineato, all’interno della gabbia, a sinistra e a destra; può essere centrato, giustificato o forzato.
L’allineamento a sinistra è difficile da gestire se non si è professionisti, in quanto per produrre una bandiera scorrevole ed elegante occorrono parecchi accorgimenti. L’allineamento a destra, invece, è in uso nei Paesi con scrittura da sinistra a destra solo per identificare brevi passaggi di testo, come possono essere dediche, citazioni, didascalie o titoli. Stessa cosa per l’allineamento centrato.
Per queste tre tipologie di allineamento di solito non si utilizza la sillabazione.

Esempio di allineamento a bandiera sinistra

Il giustificato è più semplice da trattare sotto molti aspetti, ma al generarsi di errori c’è da intervenire manualmente. Nei testi giustificati è consigliabile l’uso della sillabazione.
Attenzione: gli editor di testo come Microsoft Word, Apple Pages, LibreOffice non hanno la funzione completa dell’allineamento giustificato. Il “giustificato” di questi software somiglia molto al forzato in uso sui programmi di impaginazione professionali, quali QuarkXPress e Adobe InDesign. Questa caratteristica è volta ad agevolare i non professionisti del settore grafico, in quanto corregge in automatico molti possibili errori, ma di fatto ne può generare altri, come spazi molto ampi tra le parole.

Esempio di allineamento giustificato

Conclusioni

Gli editor di testo, quindi, aiutano nell’impaginazione, ma non consentono di avere prodotti professionali o, quantomeno, non è per nulla agevole ottenerli. Per impaginare a livello professionale occorrono i software appositi.

Se nel leggere fino a qui, dedaliano, ti è sembrato che impaginare bene e nel modo corretto sia difficile… confermo, lo è.
Per questo ci sono professionisti qualificati cui puoi rivolgerti, per avere un prodotto confezionato a puntino e competitivo sul mercato.
Qui ho spiegato a grandi linee le cose più importanti da sapere: sia che tu ti stia cimentando in autonomia su un progetto, sia che tu stia lavorando con un professionista, ora hai una base di strumenti per giudicare il prodotto che hai davanti.

Ti aspettiamo dall’altro capo del filo, dedaliano!

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