perché leggere aiuta a scrivere

Ciao dedaliano, 
sono Giorgia e oggi voglio esplorare insieme a te il mondo della lettura.
Per quanto piacere possa darci leggere un buon libro, è scontato domandarci se il tempo speso nella sua lettura sia stato dedicato al puro intrattenimento, o se leggere possa invece restituirci qualcos’altro. Quello che è certo è che, ancor più che ai lettori, la lettura serve agli scrittori.

Il mestiere della scrittura

Si potrebbe credere che scrivere voglia dire essere degli intellettuali. Io invece lascerei gli intellettuali al mondo accademico e ricercherei la vera natura di uno scrittore in altri settori.

Il processo di creazione letteraria è qualcosa di lungo e travagliato, fatto di continue riletture e trasformazioni. Prima è l’autore stesso a scolpire e limare la sua opera per estrarne il vero potenziale, poi è l’editor a continuare questo lavoro di scultura per perfezionarne ogni più piccolo dettaglio. Si vede quindi come il processo di scrittura e di creazione dell’opera assomigli molto a un lavoro di scultura, ma non solo. Il lavoro della scrittura può anche essere paragonato a un lavoro di sartoria, in cui i pezzi della storia vengono tagliati e ricuciti di modo da ottenere la forma migliore possibile.

La scrittura è artigianato, chi lavora con i libri deve considerarsi un artigiano della lingua al servizio del testo e del lettore, che sarà il vero usufruitore del libro. E gli artigiani come imparano il loro mestiere? Non lavorano di certo soltanto seguendo il loro talento, ma lo affinano imparando le tecniche del mestiere nelle botteghe dei mastri artigiani. Ed è così che dovrebbe imparare il mestiere lo scrittore, iniziando a leggere i maestri della letteratura.

Conoscere le regole del genere

I libri di fiction possono sembrare così diversi tra loro da far pensare che abbiano poco o nulla in comune, e che chi si appresta a scrivere un libro debba evitare a tutti i costi di venire influenzato da altri.

In realtà, il processo creativo non consiste nel creare qualcosa di mai visto prima, ma nell’elaborare in modo originale qualcosa che ci ha ispirato. Attenzione però, non si tratta di fanfiction o di plagio, ma di una vera e propria opera d’ingegno che utilizza un topos letterario. Infatti, qualunque scontro tra i più forti uomini di due fazioni si potrebbe ad esempio ricondurre all’epico scontro di Ettore e Achille. Tuttavia, questo scontro potrebbe avvenire tra membri di due gang rivali come tra alieni di razze diverse, e a nessuno verrebbe in mente di urlare al plagio, in quanto sarà stato l’estro creativo dell’autore a rielaborare il topos in modo da renderlo originale.  

leggere insegna le regole

Questi topoi letterari sono comunemente attribuiti a un genere, formandone una struttura prevedibile. Difficile infatti che ci sia un investigativo senza la scoperta finale, un fantasy senza una grande battaglia o un romance senza nessun bacio. Si potrebbe quindi dire che per andare all’assalto bisogna prima esplorare la propria trincea. Per questo uno scrittore deve necessariamente farsi un’ampia cultura sul genere di cui vorrebbe scrivere, leggendo tanti libri che vi appartengono di modo di conoscerne le regole e non rischiare di deludere i lettori che si aspettano una certa struttura di base.

Ciò non vuol dire che i libri di genere siano fatti con gli stampini e siano tutti uguali, ma è bene ricordare che solo conoscendo a fondo le regole è possibile sapere come infrangerle.

Leggere permette il confronto tra i registri linguistici

L’errore più comune commesso dagli scrittori esordienti è l’iniziare a scrivere un libro perché “si sa scrivere”. Certo, se questa fosse la discriminante per riconoscere gli scrittori, chiunque non sia analfabeta potrebbe scrivere un libro. Peccato però che non tutti quelli che scrivono siano scrittori. Ora potremmo addentrarci in una questione ampiamente discussa e mai del tutto risolta, però ciò a cui voglio riferirmi io è solo l’aspetto puramente stilistico della questione.

Iniziamo col parlare della lingua in cui si scrive. Solitamente la lingua che tutti conoscono è un “italiano standard”, fatto di ripetizioni, interruzioni e intonazioni continue quando si parla, e di forme di cortesia quando si scrive. L’italiano usato mentre si parla si chiama appunto “italiano colloquiale”, e non è l’italiano che si dovrebbe usare quando si scrive, a meno di non utilizzarlo nei dialoghi. Infatti, la varietà di italiano utilizzata in letteratura si chiama “italiano letterario”, e non si può imparare se non con la lettura di libri, in quanto non viene utilizzato in nessun altro contesto.

Il registro nei dialoghi

Anche sull’utilizzo dell’italiano colloquiale nei dialoghi ci possono essere eccezioni. È infatti una buona regola utilizzare un registro diverso per ciascun personaggio e adeguarlo alla sua classe sociale e al contesto in cui parla.
Se dovessimo leggere di un professore che fa lezione usando termini dialettali ci potremmo stranire, e allo stesso modo lo faremmo se il professore utilizzasse termini accademici con la moglie parrucchiera. Se infatti così fosse, si potrebbe trattare di un errore di registro dell’autore, o di una forte caratterizzazione del personaggio che dovrebbe necessariamente ripercuotersi anche nel rapporto con la moglie e in altri suoi atteggiamenti. 

leggere aiuta a scrivere dialoghi migliori

Uno scrittore dovrebbe quindi leggere molto per imparare la lingua della scrittura e per apprezzare gli effetti dati dall’uso dei diversi registri stilistici, di modo da riconoscere dove e come utilizzarli.

Trovare la propria voce

Ciò che però risulta sempre più difficile per un aspirante scrittore è trovare il proprio stile e la propria voce. Spesso ci si iscrive ai corsi di scrittura creativa sperando di trovarli, ma sebbene questi corsi possano essere molto utili nel svelarvi alcune regole e tecniche di scrittura, solo tu potrai trovare la tua identità di scrittore.

Il primo passo per trovarla è scoprire quella degli altri. A volte gli scrittori fanno l’errore di innamorarsi solo di un genere o di uno specifico scrittore molto prolifico. Questi scrittori dicono di aver letto tantissimi libri, però poi se gli si chiede quali siano, si scopre che sono tutti appartenenti allo stesso genere o ancor peggio tutti dello stesso scrittore. Va benissimo coltivare la propria passione leggendo questi libri, ma chi scrive dovrebbe prima di tutto considerare la scrittura come il proprio mestiere e quindi non leggere solo per passione ma anche per conoscere come scrivono gli altri scrittori. Solo così, infatti, si potrà comprendere che stile usa ognuno di loro e cercare di riconoscerne il timbro vocale che rende uno scrittore riconoscibile, ovvero la voce di uno scrittore.

Un esercizio di stile

Una volta che si è consapevoli di come la scrittura possa cambiare e suonare in modo diverso nelle mani di tanti scrittori, si potrà cercare il proprio stile e la propria voce. Per far ciò, un esercizio utile è provare a scrivere un racconto di poche pagine nello stile che si è riconosciuto in altri scrittori. Si avrà così ulteriore consapevolezza di come la stessa storia risulti estremamente diversa se scritta da persone diverse. A quel punto la domanda da farsi è: come risulterebbe questa storia se scritta da me? Attenzione, perché la risposta non è scontata: per capire davvero quale sia il proprio personale stile, l’unico modo è scrivere fino a trovarlo. La voce dell’autore e lo stile possono anche coincidere, ma non sempre. Uno scrittore può anche divertirsi e usare diversi stili in diversi libri, ma la sua voce rimane sempre la stessa.

Alcuni consigli utili

Se ti interessa scoprire come le voci possono cambiare così tanto da rivelarne l’appartenenza a una certa cultura o epoca, ti consiglio vivamente la lettura di Storie di vita di Stefano Calabrese. Se invece vuoi alcuni consigli di lettura un po’ particolari per conoscere degli stili insoliti utilizzati dagli scrittori, ti consiglio la lettura dell’articolo di David Fivoli 10 libri insoliti da regalare.

consigli su cosa leggere

Per scoprire alcune delle regole solo accennate sui diversi generi letterari, l’Agenzia Dedalo ha in programma di parlarne proprio in questo blog, quindi segui la Newsletter per essere aggiornato. Ma non credere che un solo articolo possa sostituire lo studio personale: leggere è sempre la strada più adatta per diventare uno scrittore migliore!

Ti aspettiamo all’altro capo del Filo, dedaliano!

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