Caro dedaliano,
sono Giorgia e oggi ti parlo di un argomento alquanto spinoso: il contratto editoriale.

Per cercare di aiutare gli autori che possono trovarsi situazioni piacevoli o terribilmente spiacevoli, toccherò diversi punti e darò anche qualche numero. Spero che possa bastare per risolvere i dubbi principali, ma attenzione: se nel contratto che hai davanti qualcosa non ti convince, informati sempre molto bene con esperti del settore prima di firmarlo.

Che diritti si possono cedere nel contratto editoriale?

Nel momento in cui l’autore ha scritto un’opera, questa diventa immediatamente protetta dal diritto d’autore. Nello specifico, il diritto d’autore è regolato dalla legge n. 633 del 1941, che chiama “opera d’ingegno” qualsiasi opera scritta dall’autore grazie alla sua creatività. Qualunque testo con tale caratteristica è protetto dal diritto d’autore, senza che l’autore debba preoccuparsi di inviarlo alla SIAE.

A sua volta, il diritto d’autore è composto da due tipologie di diritti: il diritto morale e il diritto patrimoniale.

  • Il diritto morale attribuisce l’opera al suo autore e non è cedibile attraverso contratti: l’attribuzione non verrà mai persa, nemmeno dopo la morte dell’autore.
  • Il diritto patrimoniale invece permette di utilizzare l’opera per fini commerciali, ed è questo che si cede quando si firma un contratto con l’editore, autorizzandolo a vendere tale opera per conto dell’autore.

Ciò vuol dire che solo l’autore può vendere la sua opera, a meno che non si autorizzi un editore a farlo. Ma l’editore non potrà avvalersi per sempre di questo diritto: la durata del contratto editoriale non può durare più di 20 anni, poi dovrà essere rinnovato. Solo una volta che saranno trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore, chiunque potrà decidere di vendere le sue opere.

Cosa ne viene in cambio?

Soldi, si spera. O una bella esperienza nel caso la pubblicazione abbia poca fortuna.
A seconda della casa editrice che vorrà acquisire i diritti, si potrà discutere di un anticipo sulle royalties: l’editore vorrà farti vedere quanto crede nella pubblicazione anticipandoti le royalties, ovvero la quota spettante all’autore, di un certo numero di copie che non ha ancora venduto.

Se ti crederà un autore da bestseller potrebbe pagarti davvero tanto, spesso anche più di quanto ci guadagnerà, altrimenti si terrà basso in modo da non rischiare di andare in perdita.
Se un grande editore non ti paga un grosso anticipo, non credere che sia perché il libro non lo convince (altrimenti non lo vorrebbe pubblicare); la realtà è che solo chi è già un bestseller riesce a ottenere tanto.

Le case editrici molto piccole invece spesso non danno alcun anticipo, ma per dimostrare la loro correttezza possono comunque offrire una piccola somma simbolica.

Cosa fare quindi se l’editore non solo non mi paga, ma pretende anche un “contributo” alle spese?

C’è solo una cosa da fare: stracciare il contratto editoriale e non scrivere più a quell’editore.
Stai cedendo i diritti patrimoniali per 10, 15, 20 anni a qualcuno che, se si impegna, può farli fruttare. L’editore guadagna sulle vendite dei libri e per poterlo fare deve accettare il rischio di impresa che ne deriva. Non deve mai accadere che sia l’autore a pagarlo per farsi pubblicare.

Perché non si dovrebbe pagare l’editore

  • Gli hai già ceduto i diritti, lui dovrebbe acquistarli e non, al contrario, chiederti di cedere anche soldi.
  • Se l’editore chiede dei soldi, non crede di poterli guadagnare da quel libro. Quindi non sta correndo il rischio di impresa, ma sta viaggiando sul “sicuro”. Chi fa così non è un editore, ma un tipografo.
  • Se ti chiede di acquistare un certo numero di copie, vuol dire che sarai il suo unico acquirente. Quindi non ci saranno ulteriori vendite oltre alle copie che ti venderà.
  • Se ti chiede 1.000, 2.000, 3.000 euro per pubblicare un libro, perché dovrebbe impegnarsi a venderlo a qualcuno, dato che lui ci ha già guadagnato?
  • Nel caso ti dica che il libro “non è pronto” e che dovrai pagargli l’editing, vuol dire che non potrà sapere se dopo l’editing il libro sarà pronto, quindi ti sta prendendo in giro pur di farsi pagare.
  • Se ti chiede soldi in caso di chiusura anticipata del contratto, magari chiedendoti di acquistare tutte le copie già stampate, vuol dire che qualora l’esperienza andasse davvero male, sarai costretto a rivolgerti a un avvocato.
Quando l’editore chiede un contributo economico…

Ricorda sempre

Un editore che chiede soldi solitamente non è un editore che paga le royalties e nemmeno un editore che tiene ai suoi autori. Per cui non sperare di rifarti dell’investimento: oltre ai soldi avrai anche perso il diritto di fare ciò che ti pare con il libro.

In casi come questi o si cerca un editore più serio, o si può considerare l’idea di auto-pubblicarsi e di tenersi tutti i diritti per ogni evenienza futura. Nel caso in cui il libro sia ancora troppo acerbo per essere pubblicato, gli editori seri non lo accetteranno mai.

Se non riesci a piazzare il libro o ritieni che abbia bisogno di molte cure, è sempre bene contattare un’agenzia di servizi prima di mandare il manoscritto agli editori.
Gli editori che si fanno pagare per farlo solitamente non offrono nemmeno un buon servizio, e una volta guadagnato dall’editing poi non si impegnano minimamente nella promozione.
Un vero editore è colui che accetta il rischio di impresa e che guadagna dalle vendite di un titolo, e che quindi proverà a farlo conoscere il più possibile.

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Come vengono pagate le royalties?

Le percentuali delle royalties da pagare all’autore in cambio della cessione dei diritti variano, sia a seconda dell’editore, sia a seconda dello specifico diritto ceduto. Solitamente per la vendita di un libro tascabile queste variano dal 7% al 15%, e spesso sono a scaglioni:

7% fino a 5.000 copie vendute

10% fino a 10.000 copie vendute

eccetera

Le royalties vengono pagate dall’editore dopo la consultazione di un rendiconto annuale, solitamente intorno al mese di maggio.
A seconda della percentuale stabilita in fase di contratto, l’editore pagherà la somma defiscalizzata del 4% e al netto della ritenuta d’acconto.
Ad esempio, se sono state vendute 1000 copie di un libro che costa 10 euro a copia, il guadagno lordo sarà di 10.000 euro; a questo si sottrae l’Iva e poi si calcolano le royalties, per cui il 10% di royalties su 9.600 sarà 960 euro, che al netto della ritenuta d’acconto diventano 816 euro.

10% di royalties
Solitamente le royalties di un autore si aggirano intorno al 10%

Raggiungere il break even point del contratto editoriale

Quindi a ogni rendiconto riceverò sempre dei soldi?

Se l’editore ha venduto delle copie del tuo libro, sì.
A meno che nel contratto non ci sia una clausola che delimiti un minimo di copie vendute prima del pagamento (clausola da far togliere, specie se non si tratta di poche copie). Nel caso fortunato in cui però l’editore abbia pagato un anticipo alla firma del contratto, potresti anche non guadagnare niente di più per tanti anni.
Infatti, l’anticipo non è una somma extra, ma si tratta delle royalties sui libri che si prevedeva di vendere. Questo vuol dire che finché non raggiungerai quella somma con i libri realmente venduti, l’editore non ti dovrà altro. Il raggiungimento della somma prevista dall’anticipo si chiama break even point: una volta raggiunto, l’editore riprenderà a pagarti le royalties.

E se non raggiungo il break even point? Dovrò ridare i soldi in più all’editore?

No, una volta che l’editore ha pagato l’anticipo, non lo dovrai più rimborsare, nemmeno se le vendite saranno molto più basse delle aspettative iniziali.

Per concludere sul contratto editoriale…

Fai sempre molta attenzione alle clausole di un contratto editoriale. Leggilo bene e non firmarlo preso dalla foga di aver ricevuto una proposta: alcune proposte è meglio non riceverle. Non sottovalutare il rischio derivante da una firma frettolosa: molti autori hanno vissuto terribili esperienze lunghe parecchi anni, anche perché una volta firmato un contratto non è semplice uscirne.
Se gli editori sono molto conosciuti e ben visti, difficilmente correrai tanti rischi, ma fai attenzione a qualunque editore che non conosci già bene.

Che altro c’è di importante in un contratto?

  • Controlla il termine di pubblicazione, che dovrebbe essere a non più di due anni dalla consegna del manoscritto all’editore.
  • Controlla chi avrà i diritti secondari, come quelli cinematografici e di traduzione. Anche su quelli, se sfruttati, ti saranno dovute le royalties.
  • Controlla inoltre che l’opera sia effettivamente mantenuta in commercio. Se l’editore non fa uso dei diritti patrimoniali acquisiti, l’autore può contattarlo e ritornare in possesso dei diritti ceduti, in quanto l’editore non ha tenuto fede al contratto.

In ogni caso, se il contratto prevede un pagamento di qualsiasi tipo, diffida di quell’editore. E se per tua sfortuna quel contratto l’hai già firmato, non esitare a contattare un legale per farlo visionare e farti dare dei consigli per tirartene fuori.

Avvocato che studia un contratto editoriale

C’è tanto altro sul contratto editoriale

Spero che questo articolo ti sia stato utile e ti abbia chiarito un po’ le idee; ci sarebbe tanto altro da dire e per questo il nostro gruppo ha scritto una guida completa su Come pubblicare un libro, che parla anche di contratti editoriali; dacci un’occhiata!

Nella speranza che tu possa firmare presto un ottimo contratto editoriale, per oggi ti saluto.
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Ti aspettiamo all’altro capo del filo, dedaliano!

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34 Risposte

  1. Buonasera,
    vorrei cortesemente sapere se e come, dopo aver firmato un contratto editoriale per la pubblicazione, NON ANCORA AVVENUTA, di un mio scritto, posso recedere dal suddetto contratto, per pubblicare il mio libro con un altro editore o, meglio ancora, per “auto produrlo” = pubblicarlo in proprio.
    Come posso fare con l’editore con cui ho firmato un regolare contratto editoriale, senza pagare penale alcuna ?
    Posso dirgli che non ho più intenzione di pubblicare il mio scritto?
    Posso cambiare il titolo del mio “lavoro”, mantenendo inalterato il testo ?
    Anche a causa della pandemia che ha rallentato tutto, è trascorso quasi un anno dalla firma del suddetto contratto e l’editore, in questo lasso di tempo, sta portando a termine un piccolo lavoro di “editing”, dal momento che lo scritto non necessitava, a suo dire, di un massiccio intervento, in quanto quasi del tutto già “pronto” per essere pubblicato.
    In conclusione, come posso regolarmi ?
    grazie mille e cordiali saluti.

    • Buongiorno, gentile Massimo.
      Purtroppo a Contratto firmato non si può fare nulla, a meno che l’Editore non rispetti per esempio la clausola (se esistente) sulle tempistiche di pubblicazione o altre clausole del genere.
      Non possiamo darti ulteriori informazioni perché per dare risposta alle tue domande bisognerebbe leggere il contratto in questione, così al buio è difficile darti una risposta con cognizione di causa.

      • Buona sera
        ho ripensato a non voler più pubblicare per il momento il mio manoscritto, tuttavia ho riletto il contratto e mi sono accorto che non riporta nessuna clausola di recessione. Quindi posso già considerare nullo il contratto per vizio di forma?

  2. Salve, a ottobre 2019 riesco a pubblicare il mio primo libro. Entro i sei mesi successivi dovevo decidere se sganciarsi da loro o meno. L’arrivo del covid19 ha complicato il tutto. Non ho potuto decidere entro i sei mesi. L’ho fatto dopo, loro mi hanno risposto che finché hanno libri 27 in magazzino non posso sganciarmi. È tutto vero ? Come posso fare?

    Cordiali saluti

    • Sì, di solito è così: per “sganciarti” probabilmente dovresti comprare le copie rimanenti nel magazzino. Senza leggere il contratto che hai firmato, però, è difficile dirti di più!

      • Buongiorno, Ho pubblicato nel 2017 un libro con una casa editrice a pagamento, ora vorrei risolvere il contratto ma nel contratto è scritto che si intende tacitamente rinnovato ogni triennio salvo diversa comunicazione di una delle parti. E’ lecita una clausula del genere? In genere nei contratti dopo il primo periodo le parti possono recedere in un qualsiasi momento salvo il preavviso di 30 o 60 giorni.
        Grazie

        • Buongiorno Manuela,
          cito: “le clausole di proroga tacita o di rinnovazione del contratto, se predisposte dal contraente più forte nell’ambito di un contratto per adesione, rientrano tra quelle sancite a carico del contraente aderente e sono, pertanto, prive di efficacia, a norma dell’art. 1341, secondo comma, c.c., qualora non siano specificamente approvate per iscritto dal contraente aderente, anche quando hanno carattere di reciprocità e bilateralità.”
          Se tu hai firmato il contratto pagina per pagina dopo presa visione, o se in questo vi è un riepilogo delle clausole “a tuo carico”, che hai firmato e di conseguenza approvato, queste sono valide. L’unica cosa che puoi fare è richiedere la risoluzione alla scadenza del triennio, visto che nella clausola è specificato “salvo diversa comunicazione delle parti”.

  3. Salve, alla scadenza naturale del contratto l’ editore può continuare a vendere le copie presente in magazzino? Se si , per quanto tempo e soprattutto devo ricevere le royalities? Deve essere tolto da tutti gli store?
    Grazie mille per le info

    • Solitamente l’editore può smaltire le copie in magazzino, senza però stamparne di nuove. L’autore riceve royalties sui libri venduti tramite i canali tradizionali, ma se l’editore dovesse smaltire le copie mandandole ai mercatini o su canali economici come “libraccio”, non saranno dovute royalties all’autore. Ti consigliamo di controllare le clausole del contratto in cui l’editore parla del macero e delle royalties per avere la certezza di cosa ti è dovuto.

      • Salve, io ho lo stesso dubbio di Francesco, l’editore non ha intenzione di ritirare la mia opera dalla vendita e dice di averne a centinaia nei vari distributori. Il contratto di due anni è scaduto e ho già ripubblicato l’opera in self, quindi è assolutamente normale che continui a vendere copie del mio romanzo non avendo più i diritti ceduti, soltanto perché a detta sua li ha già stampati e distribuiti? Io come faccio a esserne sicuro? Sul contratto non è specificato nulla sulla questione macero o ritiro dalla vendita.

        Grazie per tutto.

  4. Buongiorno Staff,
    vorrei un Vostro parere su una questione incresciosa.
    Essendo creatore e gestore di un blog (con oltre 50.000 utenti) sono stato contattato da una piccola casa editrice e mi è stato chiesto di scrivere e pubblicare un libro, inserendo oltre a una parte di narrativa (da me prodotta) anche dei pezzi del blog stesso.
    All’inizio, telefonicamente, mi sono stati proposti determinati dettagli salvo poi esser totalmente differenti nel contratto scritto, pertanto ho deciso di prendermi del tempo e non ho ancora firmato nulla, nonostante l’editore mi pressi da giorni dicendomi continuamente che la stampa di prova è già stata effettuata.
    Aspettano solo il mio “ok” e la firma sul contratto.
    Premetto: la copertina l’ho scelta e realizzata io stesso, il contenuto del libro è stato tutto scritto da me, tutto, salvo alcune bozze corrette dall’editore (ma sempre rieditate da me). Sono stato inoltre contattato da altre case editrici interessate alla pubblicazione. Dunque vorrei chiedervi: non avendo ancora firmato mai nulla, e avendo soltanto provveduto a far correggere le bozze e i refusi (correggendoli assieme, peraltro) dal vecchio editore, se mai dovessi pubblicare il mio libro con un’altra casa editrice, con lo stesso identico contenuto (anzi da me migliorato, dato il tempo a disposizione), il vecchio editore, con cui ripeto non ho mai firmato nulla, potrà mai pretendere qualcosa da me?

    Grazie anticipatamente,

    Giuseppe

    • Buongiorno Giuseppe,
      il tuo è un caso un po’ particolare. Non sempre è necessario che il contratto sia firmato, per avere validità, molte volte basta un “comportamento concludente”.
      Se tu hai eseguito la correzione delle bozze insieme all’editore stesso, questo è un comportamento concludente, in quanto la correzione delle bozze rientra tra i compiti delle parti da contratto editoriale; ciò implica una volontà di entrambe all’esecuzione.
      Inoltre ci sarà, immagino, uno scambio di mail tra te e l’editore, che in qualche modo comprova l’avvio di questa attività di correzione, la quale, a sua volta, implica una volontà reciproca di esecuzione, appunto.
      Sarebbe utile far leggere il precedente scambio di mail a un consulente legale. Inoltre, visto che oralmente erano stati proposti determinati dettagli, perché non parlarne con l’editore stesso e chiedere il motivo per cui sono stati omessi?

  5. Buongiorno
    Che voi sappiate, la durata delle cessione dei diritti d’autore per la pubblicazione in formato ebook è diversa da quella citata nel contratto? Mi spiego: ho firmato un contratto con durata 3 anni per pubblicazione cartacea ed elettronica. Allo scadere dei 3 anni ho annullato il contratto ma il mio editore dice che i diritti per la versione elettronica durano 10 anni.

    Grazie per eventuali chiarimenti

    • Di solito i diritti della versione elettronica o hanno la stessa durata o durano di meno. Controlla il contratto per vedere se nel tuo caso è stato indicato diversamente.

  6. Buongiorno, Ho pubblicato nel 2017 un libro con una casa editrice a pagamento, ora vorrei risolvere il contratto ma nel contratto è scritto che si intende tacitamente rinnovato ogni triennio salvo diversa comunicazione di una delle parti. E’ lecita una clausula del genere? In genere nei contratti dopo il primo periodo le parti possono recedere in un qualsiasi momento salvo il preavviso di 30 o 60 giorni.
    Grazie

  7. Salve, su un mio contratto contratto di edizione è contemplato un articolo che recita: “L’Autore s’impegna ad appoggiare l’Editore nelle azioni promozionali che accompagneranno la diffusione e vendita del
    libro. L’Editore s’impegna a effettuare presentazioni o promozioni presso librerie, centri culturali, media televisivi locali e nazionali, i mezzi d’informazione cartacea e on line, anche attraverso la pubblicazione di recensioni e articoli riguardanti l’opera specificamente e nel quadro delle sue iniziative editoriali. Associazioni ed Amministrazioni locali patrocinatrici, anche attraverso proprie autonome attività espositive l’artista autore dell’opera immagine di copertina, il prefatore e l’eventuale postfatore saranno coinvolti e supporteranno le summenzionate iniziative promozionali.”
    Poco dopo la pubblicazione ho fatto il tentativo di organizzare una presentazione presso una libreria cittadina, presso la quale in precedenza avevo tranquillamente già fatto contando sulla presenza di copie inviate in contovendita, riscontrando l’impossibilità perchè il suddetto editore distribuisce in proprio, in assenza di tale modalità.
    Ulteriormente ho comprovanti di mie proposte inerenti eventuali sedi pubbliche, con tanto di riferimenti e nominativi, rivolte all’editore senza che lo stesso vi abbia dato seguito. Ulteriori promesse da parte dello stesso mantenute, nessuna recensione a sua cura su media o social, fatto salvo l’inserimento del titolo sui siti librari online. Tutto questo a più di un anno mezzo, a mio avviso rappresenta una totale inadempienza riguardo contrattuale all’articolo di cui sopra. Secondo voi, ci può essere modo di richiedere la risoluzione del contratto? Saluti, grazie

  8. salve a tutti. io avrei un domanda al contrario delle solite, ovvero: se un autore, dopo essere stato pubblicato, viene a far mancare certi presupposti (esempio: crea problemi all’editore, non comunica cose ad esso o non si comporta bene durante presentazioni, ecc), rischia che l’editore possa rescindere il contratto?

    • Il contratto può essere chiuso da entrambe le parti. Solitamente l’editore chiede all’autore un certo tipo di impegno proprio nel contratto stesso, anche se è davvero difficile che si arrivi a una situazione del genere.

  9. Chronos Europa edizioni 3875 euro per l’acquisto di 250 copie, se se ne venderanno altre 750 l’editore rimborserà all’autore la somma versata per le 250 copie
    Da stracciare?

    • Ciao Daniela.
      Straccia, assolutamente. Quei numeri sono da grandi editori che fanno tanta promozione dietro. Quell’editore non li vedrà mai e lo sa benissimo. Una volta pubblicato il tuo libro, incasserà i tuoi soldi e se ne dimenticherà.

      • Grazie Giorgia, troppo tardi, 8 capitoli, 3 rate e son spariti, mi salvo la quarta rata ma non me ne frega niente dei soldi sai? Grazie….

  10. Buonasera, ho pubblicato con un editore canadese un libro nel 2019 senza stipulare nessun contratto. Per il libro, che è reperibile solo on line, non ho mai ricevuto nessun compenso. Vorrei sapere se posso pubblicare il libro con un altro editore che è interessato alla ristampa senza incorrere in guai legali? Grazie mille.
    Giovanni

    • Se non hai mai firmato un contratto con questo editore canadese (peraltro sono abbastanza sicuro sia illegale fare una cosa del genere), non hai nessun obbligo con lui.
      Quindi puoi pubblicare il libro con altri editori… se, ripeto, non hai ceduto i diritti “nero su bianco”, cioè tramite contratto editoriale.

  11. Buongiorno,
    ho pubblicato con una piccola casa editrice a conduzione familiare delle mie zone due romanzi di una saga, il primo nel 2016 e il secondo nel 2021. Ho pagato un contributo di 300€ per il primo romanzo e 345€ per il secondo (in questo mi sono stati dati 25 libri). Nonostante il mio editore si sia “impegnato” – mi ha creato i booktrailer dei romanzi, ha mandato copie in omaggio ai bookblogger per le recensioni, ha organizzato qualche (fallimentare) presentazione, sta cercando di andare al Salone del Libro di Torino, ecc. – essendo io entrata molto di più nel “mondo” dell’editoria, mi sono resa conto che alcune clausole contrattuali sono un po’ troppo stingenti, come i 10 anni di durata del contratto e l’obbligo di presentare a loro le mie future opere prima di andare da altri. Proprio questa seconda clausola mi fa scaturire una domanda. Se io presento l’opera a loro e loro mi chiedono un contributo, ma io vorrei provare a trovare un editore che non me lo chiede, posso rifiutare la loro proposta e considerare comunque il contratto non violato? Grazie mille per l’attenzione.
    Un caro saluto

    • Buongiorno, Giada.
      Dipende dalla clausola del contratto: così al buio purtroppo non ti possiamo aiutare.
      In genere il diritto d’opzione consiste nel dover presentare il libro prima all’editore in questione, che fa una prima offerta. Tu hai il diritto di trovare altre offerte, ma con la clausola del diritto d’opzione dovresti sempre informare l’editore prima di accettare l’offerta di un altro.
      In sostanza, l’editore ha diritto di “rilanciare” l’offerta per porta in linea o migliorarla rispetto all’offerta di un altro editore. In quel caso lui avrà sempre la precedenza. Ma trattandosi di un editore a pagamento, probabilmente non vorrà rilanciare con una eventuale pubblicazione gratuita…

  12. il contratto della durata di 3 anni per la pubblicazione (cartaceo + online) del mio quarto libro è scaduto 6 mesi fa, in accordo fra le 2 parti (editore e sottoscritto). Credo di poterlo ripubblicare con altro editore oppure online in auto pubblicazione subito e senza seguire nessuna formalità, o sbaglio? Grazie dell’attenzione e serena giornata Mauro

  13. ho appena ultimato un racconto d’avventura (cito in terza pag. che è tutto opera della mia fantasia e che eventuali riferimenti alla realtà sono casuali). l’opera parte dal negazionismo (covid e altro) e continua trattando varie situazioni politiche presenti, in particolare quella che ha portato a guerre attuali, storpiando sempre i nomi di importanti capi di stato (e inventandosi il futuro per la PACE) Non è altrettanto facile però storpiare i nomi delle nazioni citate (ci ho provato, ma mi sembra che il racconto scenda nell’incomprensione e nel ridicolo). Pubblicando (editore o online) Possono esserci rischi di subire denunce? Eventuali denunce sarebbero a carico dell’autore o dell’editore?

    • Ciao, Mauro.
      Purtroppo senza leggere i contenuti del libro è difficile darti una risposta. In questi casi consigliamo sempre di far leggere il libro a un avvocato, qualora tu creda che possano esserci problemi.
      I rischi sono a carico sia dell’autore che dell’editore che lo pubblica, in questi casi.

  14. help…gentilissimi, ho scritto un libro senza stipulare un contratto scritto con l’editore (amico di un amico e io molto ingenua) che l ha pubblicato. il libro riporta sulla copertina interna “è vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno o didattico, con qualsiasi mezzo effettuata, non autorizzata”, la domanda è, di chi sono i diritti della casa editrice o miei ? questa formuletta come bisogna interpretarla? e se non c’è un contratto, e, quindi, non ho ricevuto compensi per il libro, anzi ho dovuto sborsare soldi per compare alcune copie, posso eventualmente pubblicarlo liberamente, in autonomia?
    cordiali saluti

    • Ciao, Elvira.
      Se non c’è un contratto scritto da nessuna parte e c’è il tuo nome in copertina, la pubblicazione è avvenuta nella completa illegalità. Peraltro rischi anche tu di avere problemi…
      E se non c’è alcun contratto come dici, i diritti rimangono tuoi e lo sono sempre stati. Questo nel caso tu possa dimostrare di essere l’autrice del testo (in caso di contenziosi).
      Ergo, con il testo puoi fare quello che credi, poiché non sei legata a nessun contratto.

  15. salve io ho pubblicato un libro firmando un contratto, però sulla proposta che ho accettato. Dice che l’editore s’impegna a pagare all’autore il 15% del prezzo di copertina.. Però sull’ultima pagina c’è scritto che; tutte le eventuali copie ordinate dalle librerie sono totalmente a carico dell’editore e l’autore maturerà una percentuale de 15% . LA PROPOSTA S’INTENDE VALIDA PER 48 DAL RICEVIMENTO. è regolare? grazie per la risposta

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