Bentrovato, dedaliano. Sono di nuovo Ilaria e ancora una volta scrivo per la sezione  “Scrittura”. Oggi ti racconterò come creare una storia e renderla accattivante.

Anche in questo caso, quindi, ti darò alcuni consigli. Ricordi il precedente articolo? Parlammo di come rendere memorabile il protagonista dei tuoi romanzi (o qualsiasi altro mezzo narrativo cui ricorri per raccontare).

Stavolta, però, andremo a soffermarci sulla narrazione in genere e non su un elemento specifico. Pronto, quindi, per scoprire i segreti che renderanno irresistibili le storie che scriverai? Sì? Allora procediamo.

Le storie nascono dall’esperienza

Fai esperienze per raccontare le tue storie
Sii curioso come un gatto, osserva il mondo che ti circonda e scrivi ciò che sai

Parla sempre di ciò che conosci. Se vuoi essere credibile, le tue storie devono essere sentite, quasi vissute.

Non ti sto dicendo di scrivere solo romanzi autobiografici, né di diventare un serial killer per poter creare un giallo. È importante, però, che tu scriva di ciò che sai bene, di cui hai maggior esperienza. Pur non avendo vissuto direttamente un evento, o sebbene la vicenda di cui narri sia di pura fantasia.

O meglio, lo sarà in apparenza, perché la maggior parte delle narrazioni indimenticabili, anche quelle ambientate in un mondo che sembra fantastico, traggono spunto da elementi reali. Perché vissuti dall’autore, per l’appunto, o dei quali egli ha sentito parlare, che hanno colpito la sua attenzione e quindi si è documentato molto bene prima di trasformarli in qualcosa di immaginifico.

Per comprenderci…

Ti faccio due esempi pratici. Forse lo saprai già, ma Tolkien, nel suo ormai mitico “Il signore degli anelli”, si è ispirato a quanto da lui stesso vissuto durante la Grande Guerra. Non solo, per le sue storie si è ampiamente documentato sulla mitologia del nord Europa e si è ispirato a “L’anello del nibelungo” di Wagner. Un’opera lirica composta da quattro drammi.

L’altro esempio riguarda il mondo del fumetto, un racconto per immagini divenuto poi un classico del cinema per diversi motivi.

Suppongo che avrai sentito parlare de “Il Corvo”, ma forse non sai perché James ‘O Barr lo scrisse. I motivi sono due: rimase profondamente turbato da una notizia letta sul giornale, in cui si parlava di una giovane coppia di sposi vittima di una banda di balordi, che li aveva massacrati in modo truce per derubare la donna di un anello, per altro di scarsissimo valore commerciale.

Non solo, la ragazza dello stesso O’ Barr rimase vittima di un pirata della strada, che nonostante tutto la passò liscia. L’autore decise così di vendicarsi nell’unico modo che aveva a disposizione e scrisse un’opera che trasudava vendetta, ma al tempo stesso, non lo si può negare, struggente poesia.

Per farla breve, se vuoi scrivere delle storie che attraggano il lettore e lo tengano inchiodato sino all’ultima pagina, devi parlare di ciò che padroneggi meglio, altrimenti rischi di risultare incongruente o poco credibile.

Del resto, come potresti mai descrivere con dovizia le grandi foreste e i ghiacciai dell’Alaska senza esserci mai stato, o almeno esserti molto ben documentato prima di iniziare? E qui ci allacciamo subito al prossimo punto.

Come creare una storia: il giusto setting

Creare il contesto per le storie in cui si muove il tuo personaggio
Crea i mondi virtuali dei tuoi protagonisti

La documentazione non può esaurirsi ai soli contenuti, tutte le storie sono calate in un contesto e sono ambientate in un luogo o in un’epoca.

Sempre per una ragione di credibilità, devi conoscere bene quell’epoca e quegli ambienti prima di descriverli. I personaggi dei tuoi romanzi, o delle vicende che andrai a narrare in altro modo, devono muoversi nelle location con naturalezza. Ma come potrebbero farlo, dunque, se non sei tu il primo a conoscerli, o se non ti sei acculturato attraverso libri, foto, immagini, documentari?

Ti faccio ancora una volta degli esempi, utili per capire a fondo come creare una storia basandoci su elementi che puoi vedere e toccare con mano. Il primo è un romanzo, ma anche una serie televisiva che forse avrai visto (e se non lo hai fatto ma ti piacciono i gialli ben congegnati ti consiglio di recuperarla): “The Alienist”.

L’autore è un romanziere statunitense, Caleb Carr, e le storie de “L’Alienista” (termine con cui un tempo erano indicati gli psicologi, in quanto esperti in alienazione mentale) sono ambientate nell’America del 1800. Del resto, lo stesso Caleb è laureato in Storia presso la New York University, per cui ha messo benissimo a frutto tutte le sue conoscenze.

Il secondo è un esempio personale: la maggior parte delle storie che scrivo sono ambientate nella regione in cui vivo. Pur conoscendo bene il territorio, tuttavia, mi reco spesso a scattare foto dei luoghi.

C’è sempre un “però”, anche su come creare una storia

Di recente ho scritto la biografia di un pittore vissuto nella Francia dei primi del ‘900. Era chiaro che, pur volendo recarmi a Parigi, o semplicemente utilizzando Google Street View, molti luoghi non sarebbero stati più gli stessi del secolo scorso. Ho dato quindi luogo a una lunga e accurata ricerca per immagini, ma nonostante ciò stavo per commettere un errore: parlando della galleria Berthe Weill mi sono accorta solo in seguito, con un’indagine ancora più accurata e scrupolosa, che l’indirizzo attuale era diverso da quello del 1920 e persino in un altro arrondissement.

Non bisogna mai essere abbastanza certi delle informazioni raccolte, e cercare più riscontri prima di potersi ritenere soddisfatti. Diversamente si corre il rischio di perdere la fiducia del lettore, specie se stiamo raccontando storie reali o realistiche.

In conclusione, ma non troppo

Bene, mio caro dedaliano, siamo giunti alla fine dell’articolo su come creare una storia. Ma come, dirai, già terminato, sono appena due i consigli per affascinare i lettori?

No, ma voglio tenerti un po’ con il fiato sospeso. Per cui, per sapere cos’altro ti serve per rendere efficaci le tue storie ti rimando a un prossimo articolo.

Se ti va di condividere questo, intanto, puoi usare l’hashtag #storieefficaci, oltre a #ioleggotutto. E se davvero lo hai letto tutto, puoi anche commentarlo qui di seguito.

Ti aspettiamo dall’altro capo del filo, dedaliano!
Solo un po’ di pazienza e a presto.

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