Infodump

Ciao, dedaliano! Sono Francesca, ed è un piacere tornare a parlare con te. Se sei tra gli appassionati del nostro Blog, ricorderai probabilmente la nostra ultima discussione sull’uso del piuttosto che: spero davvero che ora ti sia più chiaro.

Per quanto io sia appassionata di lingua, vorrei affrontare oggi un tema diverso, legato alla scrittura: l’infodump. Nella mia esperienza come editor mi è più volte capitato di imbattermi in questo nemico, che sembra perseguitare la maggior parte degli scrittori emergenti. Probabilmente, sarà capitato anche a te di incontrarlo, magari senza nemmeno accorgertene: sa nascondersi molto bene agli occhi dei meno esperti. Imparando a riconoscerlo, però, so per certo che saprai anche evitarlo.

Cos’è l’infodump?

Alle prese con un infodump

Partiamo da una semplice definizione. L’infodump, termine formato dalla fusione delle parole inglesi info/information, ovvero informazione, e dump, discarica, può essere definito come una serie di informazioni superflue, ridondanti, inutili al lettore e dannose per la storia. Un infodump, in parole povere, non è altro che un eccesso inutile di informazioni, sciorinate nel modo o nel momento sbagliato.

Anche solo sulla base di questa semplice definizione, dovrebbe ora esserti chiaro perché starne alla larga il più possibile. Prova a metterti nei panni di un ipotetico lettore: vorresti mai leggere una pagina ricca di informazioni inutili e noiose? Ti piacerebbe leggere un dialogo poco naturale, che non potrebbe mai capitarti di ascoltare nella realtà? Probabilmente no, ed è per questo che dovresti fare in modo di non mettere i tuoi lettori nella stessa condizione.

Chiarito con una breve definizione cosa sia l’infodump e con una prima consapevolezza di quanto sia importante evitarlo, vediamo ora in quali occasioni è più probabile commettere l’errore di ricorrere a questa tecnica di scrittura espositiva.

Esempi di infodump

L’infodump, da buon nemico che si rispecchi, può annidarsi un po’ ovunque: descrizioni di luoghi, personaggi, eventi, dialoghi. Eppure, una volta imparato a riconoscerlo, è molto chiara la sua predisposizione a nascondersi più spesso in alcuni luoghi piuttosto che in altri. Vediamone qualche esempio insieme.

  • Infodump nelle presentazioni dei personaggi: un tipo di infodump in cui mi capita di imbattermi molto spesso è quello legato alla presentazione dei personaggi, spesso presentati quasi come se si dovesse fare un identikit.

“Alla sua destra, Paolo Oreste, responsabile dell’ufficio marketing. Quarant’anni, alto un metro e ottanta, occhi scuri, capelli ricci, naso aquilino, bocca sottile e una cicatrice profonda sul lato destro della fronte, risalente ad una caduta d’infanzia. Si tocca spesso il naso quando è nervoso ed è un appassionato di manga giapponesi.

Ecco: è davvero necessario presentare le informazioni in questo modo e per ogni personaggio che appare nella storia? Quante sono realmente utili e quante potrebbero essere omesse per non annoiare il lettore e non appesantire la storia? Forse la presentazione del malcapitato Paolo Oreste può sembrarti un po’ una caricatura, e in parte lo è, ma non è così raro trovare elementi superflui o inseriti al posto sbagliato nei romanzi degli esordienti. Facci attenzione, d’ora in poi.

  • Infodump nei dialoghi: un altro tipo di infodump molto comune è quello relativo ai dialoghi, spesso costruiti in modo del tutto inverosimile, con il solo scopo di mettere il lettore al corrente di qualcosa.

“Come ti senti oggi, Luca?”

“Come dovrei sentirmi? Sei uno dei miei migliori amici, dovresti sapere bene come mi sento da quando ho perso mia moglie. La conoscevo da più di vent’anni, eravamo sposati da cinque e tutto andava perfettamente tra noi, almeno fino alla scoperta di quella terribile malattia. Abbiamo lottato per sei mesi, fino a giovedì scorso. E da allora…”

Perché mai Luca dovrebbe ripetere all’amico quanto già sa? Il dialogo non regge. Anzi, direi che l’infodump l’ha ammazzato proprio!

  • Infodump nelle descrizioni di luoghi: non penso ci sia bisogno di esempi, in questo caso. Per quanto sia importante far calare il lettore nella giusta atmosfera, è sempre meglio non divagare su dettagli poco interessanti o superflui. La scorrevolezza del testo potrebbe davvero risentirne.

Alternative felici

Alternative all'Infodump

Come fare, allora, per evitare di cadere nella trappola dell’infodump? Ecco alcuni brevi consigli da poter mettere subito in pratica.

  • Nella descrizione dei personaggi della tua storia, chiediti sempre quali dettagli sono realmente utili per caratterizzare quel personaggio e quali no. Non limitarti ad elencarli come se fossero una lista della spesa, ma mostrali nel corso della storia, fa’ in modo che il lettore li scopra da sé e al momento giusto;
  • Coinvolgi il lettore nella storia, permettigli di appassionarsi e di scoprire via via sempre nuovi dettagli, non fare l’errore di servirgli la pappa pronta attraverso un dialogo innaturale o una pagina di spiegazione da parte del narratore;
  • Allenati ad evocare luoghi e atmosfere, non limitarti a descrivere nel dettaglio ogni ambiente come se dovessi fare una perizia tecnica;
  • Rileggi e revisiona il tuo testo, metti nei panni del lettore e prova a capire quali punti non funzionano.

So bene quanto possa essere difficile andare a caccia di infodump, soprattutto all’interno della propria storia. Comincia con questi semplici consigli: sono sicura che andrà meglio.

Se sei in difficoltà o hai bisogno di qualcuno che ti affianchi e ti guidi, non esitare a richiedere i nostri servizi: siamo qui per aiutarti.

Grazie per aver letto fin qui. #ioleggotutto, ricordi?
Ti aspettiamo all’altro capo del Filo, dedaliano!

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2 Risposte

  1. Molto interessante. Concordo con lei. Aggiungerei anche che è facile imbattersi in infodump legati alla trama, in cui si racconta troppo invece di “far accadere i fatti”. Troppo spesso crediamo di dover prendere il lettore per mano invece che lasciargli autonomia individuale.

    Marina Catalano-Mc Vey

    • Perfettamente d’accordo, Marina! Anche quello da te aggiunto è un errore molto comune legato all’uso dell’infodump. L’invito, come hai ben detto, è sempre quello a mostrare piuttosto che a dire: il famoso show, don’t tell. Grazie per il tuo contributo e sono contenta che tu abbia trovato l’articolo interessante. A presto!

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